JAVIER GIROTTO

Nasce a Cordoba il 17 aprile del 1965. A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi in Professional Music "Cum Magna Laude". I quattro anni statunitensi sono proficui, un periodo in cui ha approfondito gli studi di composizione e arrangiamento e di sax e improvvisazione con maestri del calibro di Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi, imparando poi, "il mestiere", suonando con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti da cui ha raccolto una scintilla della loro esperienza.

L'avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia, di origini pugliesi, decidendo in breve tempo, di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale. In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti, Aires Tango, con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni, in un connubio delle ragioni del tango con quelle del jazz che, partendo dal piacere legato all'ascolto degli stilemi della musica argentina, rassicura l'ascoltatore nell'affrontare le "rapide" della "diversità" dei suoi soli.

Con Aires Tango incide ben 7 dischi, gemme di un percorso in cui Girotto è stato accompagnato sempre dal plauso incondizionato del pubblico, che lo ha incoraggiato ad "aprire" il progetto alla voce di Peppe Servillo e all'orchestra sinfonica.

Nel 1999 nasce un altro gruppo, "Cordoba Reunion", formato da quattro musicisti cordobesi, Javier Girotto ai sax e flauti, Gerardo Di Giusto al pianoforte, Minino Garay alle percussioni e Carlos El Tero Buschini al basso, impegnati in un progetto con il quale ritorna alle radici della sua musica, con un occhio a quei tempi che hanno preceduto il tango, trascinando l'ascoltatore in un viaggio empatico ed emozionale alla ricerca dei ritmi di milonga, chacarera, zamba e candombe, gruppo, questo che ha inciso un disco con la cantante Mercedes Sosa.

Nel 2000 Javier Girotto forma un doppio duo: il primo con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, col quale incide due dischi: "Javier Girotto Plays Rava" e "Recordando Piazzolla" con un'orchestra di 13 archi un omaggio al primo dei tre miti di Javier, il secondo, con la fisarmonica cromatica di Luciano Biondini, con il quale ha inciso El Cacerolazo, un gioco di mutazioni, in cui il voler a tutti i costi incarnare in uno stilema la concezione propria del ritmo sprigiona un canto d'amore, nostalgico o di protesta, proveniente direttamente dall'anima argentina di Javier. In questo stesso anno inizia la sua collaborazione con la prestigiosa ONJ, l'Orchestre National du Jazz di Parigi.

L'ultimo nato tra le formazioni di Javier Girotto è l'elegante duo formato con il pianista argentino Natalio Mangalavite, con il quale ha inciso Colibrì, un cd che rappresenta la sintesi dell'intero sentire sudamericano, al quale da poco si è aggiunta la voce di Peppe Servillo, andando, così, a creare il Trio G.S.M.

Infinite sono le collaborazioni di Javier Girotto, da Enrico Rava con il quale lo troviamo interessante baritonista nel quartetto Pianoless, omaggio a Chet Baker e Gerry Mulligan, con il quale ha inciso Full of Life, a Roberto Gatto, colonna portante del quintetto, con cui ha partecipato a due compact "7#" e "Sing sing Sing", con il trombonista Gianluca Petrella, col quale ha registrato "X-Ray", da Rita Marcotulli, delle cui formazioni è l'anima etnica-argentina in cui si alterna al flauto andino e al soprano, con la quale ha inciso "The woman next door" e "Koinè" a Paolo Di Sabatino, in veste di sideman del suo quartetto e del suo ultimo disco, e, ancora Antonello Salis, Paolo Fresu, Bebo Ferra, Gianni Coscia, Angà Diaz, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncboyaciyan, Michel Benità, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo, Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem Gianluigi Trovesi, e tanti altri.

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